Miss Trans Nuevo Leon, 2013

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Tra le tante foto disponibili nella galleria del fotografo Daniel Becerill, Repubblica.it ha scelto quella più ambigua, o meglio, quella con la persona dai tratti più maschili, complice anche la luce che ha fatto diventare enorme il naso e indurisce i lineamenti, soprattutto se confrontate a tutte le altre. Non è la prima volta che la colonnina destra ospita gallerie di concorso di bellezza trans (più facilmente da luoghi esotici tipo Filippine che non luoghi più vicini, come, non so, la Germania).

Nella didascalia poi scrivono:

In un bar di Monterray , in Messico, si premia Miss Trans Nuevo Leon, un concorso di bellezza dedicato a partecipanti transessuali. Organizzato per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’uguaglianza di generi il concorso è stato raccontato in questo reportage dal fotografo Reuters Daniel Becerril

A parte che sarebbe Monterrey (ho solo controllato su Google), il servizio fotografico non sembra per niente volto a “sensibilizzare l’opinione pubblica sull’uguaglianza di generi” ma propone sempre la stessa immagine e idea di bellezza. Niente di nuovo, cose che si possono trovare in uno dei tanti concorsi di bellezza (come si vede da questi video).

Mettiamo il caso però che invece il concorso Miss Trans Nuevo Leon non fosse stato così nella norma come sembra e che dietro l’organizzazione ci sia stato davvero uno sforzo per portare avanti l’idea di cui sopra e questo sforzo non si veda nelle foto, in ogni caso nella selezione (saranno state pubblicate tutte?) e nella didascalia scelta da Repubblica non ce n’è traccia.

La struttura è sempre quella: foto del backstage, sessioni di trucco, palco, premiazione. Viene sottolineato il fatto che le partecipanti usino dei trucchi “poco ortodossi” per apparire più belle, come in questa foto con quello che sembra nastro isolante, che siano eccentriche, che le tette siano finte, che sotto sotto c’è altro.  Anche se le foto più divertenti per me sono state quelle dove si vede un pubblico in visibilio.

Alla fine, non basta scrivere che quello che stiamo per vedere serve a sensibilizzare per essere davvero sensibilizzante. Dov’è la sensibilizzazione? Perché un lettore x dovrebbe sentirsi sensibilizzato sull’uguaglianza di genere da queste foto? Anche perché la notizia è incastrata tra i cocktail preparati da un robot e i cani che posano come umani.

Cos’avrebbero potuto fare? Almeno dare un nome e fornire un minimo di biografia, se non di tutte le persone ritratte, almeno della vincitrice. Renderla una persona e non solo una vincitrice di un concorso di bellezza femminile con partecipanti che un tempo erano maschi (a me il sottotesto sembra sempre quello alla fine) forse avrebbe potuto sensibilizzare un po’ di più.

[Purtroppo non riesco a trovare altre informazioni su questo servizio, quindi mi sono limitata ad analizzare il taglio che ha dato Repubblica.]

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