Orlando, una tragedia complessa.

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[Ho raccolto una po’ link per cercare di dare una visione complessiva e credo che sarà un post in continuo aggiornamento, se m’aregge]

I club gay hanno una lunga storia. Non sono solo “luoghi in cui gli omosessuali pagano per bere”.

Sono terapia per persone che non possono permettersi una terapia, templi per persone che hanno perso la religione, o la cui religione li ha perduti; luoghi di vacanza per persone che non possono andare in vacanza; casa per chi non ha nessuno; santuari contro le aggressioni. Prendono il suono, il tessuto e la carne del mondo e sotto il velo dell’oscurità e dell’influenza di alcol o droghe trasformano tutto questo in qualcosa da raschiare sino all’utopia.

Please don’t stop the music – Richard Kim

La serata di sabato era una serata latina, anzi latinx. Un termine che racchiude la comunità queer latina, anche se non è proprio accettato da tutti.

Contrary to what the media and mainstream LGBT organizations and publications are depicting: the victims and survivors are Black, Latinx, AfroLatinx, Trans, Gender Non Conforming, undocumented, and working class. These identities matter. They matter because of the US occupation and militarization of Puerto Rico and Latin/South America due to US sanctioned economic violence. They matter because our communities have to make separate Latinx nights at clubs due to racism even within the LGBT community.

Statement: Do Not Militarize Our Mourning: Orlando and the Ongoing Tragedy Against LGBTSTGNC POC – Audre Lorde Project

In tutto ciò la politica americana ha strumentalizzato, a partire da quel cafonazzo di Trump, la situazione facendola diventare come una tragedia americana, sulle spalle di persone doppiamente marginalizzate.

The Orlando massacre is highlighting an age-old tension within the queer community: that safety and a world free of oppression don’t look the same for all of us. A heightened police presence likely still represents a kind of safety and security for white queer folks that many Black and brown queer folks don’t experience.

Defining safety for all queer people in the wake of Orlando – Jacqui Germain

Connor Doherty centra in una lettera aperta alle persone eterosessuali un punto importante: il same sex marriage non è un punto di arrivo e la tolleranza è una roba brutta. L’omotransfobia è un problema culturale, l’impegno e la lotta delle comunità non si può e non si deve fermare all’aspetto legislativo e omonormativo.

“Tolerance” isn’t a real thing; anything but acceptance is just gross indifference or suppressed hatred. Loving Neil Patrick Harris, but finding gay sex “gross” is not acceptance. Embracing white cisgender gay men while rejecting trans people is not acceptance, and every time you commit one of the above acts you are telling criminals like Omar Mateen that they are not alone in their thinking. You are sending out the message that LGBTQ+ folks are a nuisance and an intrusion only meant to be tolerated for social appearances. By doing these things you are not only dehumanizing an entire group of people; you are providing the social ammunition needed to commit these kinds of atrocities.

La reazione delle istituzioni potrebbe essere (anzi, c’è quasi la certezza) assurda e deleteria.

Some will claim extreme measures are necessary to protect the queer and trans community. Others will erase the queer and Latin identities of the victims and instead claim that we are at war with Islam. But regardless of how the narrative is told, such policies will undoubtedly have a negative impact on our community at home and abroad.

We must not let the Orlando nightclub terror further strangle our civil liberties –
Chelsea E Manning

Da dove viene la violenza di Omar Mateen? Si può trovare una forte correlazione tra violenza domestica e omicidi di massa, nella misoginia, nei rapporti di subordinazione della donna rispetto all’uomo. Una violenza che non per forza si traduce in omicidi di massa, ma che può essere anche uno stupro.

Non è una spiegazione esatta ma un tentativo di analisi contestuale.

According to a conservative estimate by the FBI, 57 percent of the mass shootings (involving more than four victims) between January 2009 and June 2014 involved a perpetrator killing an intimate partner or other family member. […] Homophobia is nothing if not grounded in profound misogyny. Regardless of religion or ethnicity, anti-LGTB rhetoric is the expression of dominant heterosexuality that feeds on toxic masculinity and rigid gender stereotypes.

In Orlando, as Usual, Domestic Violence Was Ignored Red Flag – Soraya Chemali

Domestic violence, experts say, often occurs when an abuser concludes that violence is the best tool to solve his or her grievances. That might mean a husband who perceives his wife’s failure to do the laundry as a challenge to his rightful authority, leading him to try to reimpose his will through violence. […] “There is an idea that what it means to be masculine is to be vigilant of your sexuality, and hypervigilant towards keeping anyone from perceiving you as gay,” said Gillian Chadwick, a fellow at Georgetown University Law Center.

Control and Fear: What Mass Killings and Domestic Violence Have in Common – Amanda Taub

Negli Stati Uniti una giornalista ci ha messo 7 minuti per comprare un’arma. Acquistare armi e usarle per uccidere persone è estremamente facile. E questo è un grosso problema.

Go to a licensed gun store. Fill out about a page and a half of forms. Wait (if that’s really the right word for it) for an instant background check, and then pay the man. I told the guy I was on a budget, so I got an AR-15 for $759.99. God bless America.

Omar Mateen frequentava il Pulse e aveva usato della app per incontri gay. Ed era anche musulmano, anche se a quanto pare, non fanatico. Il coinvolgimento dell’Isis, che ha inizialmente rivendicato l’attentato, non è molto chiaro. Era comunque una brutta persona.
Che il conflitto tra fede e pulsioni omosessuali possa essere stata una delle leve che ha spinto Mateen a fare quello che ha fatto è plausibile, del resto i peggio omofobi molto spesso sono omosessuali repressi.
Stiamo parlando anche e comunque di una società e non solo di una religione omotransfoba e repressiva. Mateen abitava negli Stati Uniti. L’Islam potrebbe entrarci, ma a mio avviso, come cornice ideologica e politica e non come movente principale.

Del resto l’Islam non è del tutto omofobo (così come le altre due religioni monoteiste, dipende sempre dall’interpretazione che vi si vuole dare).

Ci sarebbero ancora altri mille link, altri mille punti di vista, altre sfumature che ho perso, ma credo sia abbastanza. Dovremmo iniziare seriamente a pensare alla misoginia e all’omotransfobia come cose che riguardano tutti e non solo come casi isolati o come elementi culturali basilari della cultura occidentale.

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